La mia libreria di fotografia 2: riviste, romanzi e cataloghi

la mia libreria di fotografia

Eccoci alla seconda puntata dedicata alla mia libreria di fotografia. Se la prima parte  vi ho presentato i manuali di storia della fotografia, i saggi e  alcuni volumi di fotografia contemporanea, oggi approfondiamo le riviste, i romanzi e i cataloghi di alcune mostre visitate negli ultimi anni.

 

Riviste e Romanzi


Di riviste sono un po’ a corto onestamente e quel poco è un misto tra vintage e contemporaneo. Idem per i romanzi e i cataloghi ma prometto di migliorare!

 

  • Picture Post (1951)
    Souvenir di uno dei miei viaggi, preso in un libreria a Manchester se non erro, pagato 1 £ con in copertina Ava  Ava Gardner (1922 – 1990) star del film ‘Pandora” diretto da Albert Lewin. Il Picture Post può essere considerata il corrispettivo inglese di Life per l’importanza pioneristica come rivista di fotogiornalismo. Attiva dal 1938 a 1957 nel Regno Unito.

    Picture Post

    Picture Post, 1951

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  • Aperture 110 (1988) e  179 (estate 2005)
    Aperture è una rivista statunitense fondata nel 1952 a New York e attualmente distribuita nel mondo che affianca anche programmi educativi e espositivi. Il numero 110 è dedicato al ritorno dell’eroe come figura mitologica nell’epoca moderna  mentre il 179 si possono trovare con diversi articoli da rileggere come quello della Charlotte Cotton che presenta le fotografie di Martina Mullaney.
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  • Martin Parr+Toilet Paper (2018)
    Numero speciale di Toilet Paper Magazine, rivista irriverente creata da Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari, in collaborazione con il fotografo inglese Martin Parr che, in occasione dell’inaugurazione della sua mostra Beach Therapy allo Spazio Damiani di Bologna, mi ha autografato la copertina. Una rivista fatta solo e unicamente di immagini surreali, crude e coloratissime che diventa essa stessa un’opera d’arte.
Toilet Paper Martin Parr

Toilet Paper Martin Parr

 

  • Black+ White Photography (agosto 2018)
    Altra rivista inglese  che si dedica alla fotografia contemporanea. In questo numero sono stati pubblicati i lavori di Davide Monteleone, Brian Griffin e Lee Frost. Non mancano approfondimenti di tecnica di scatto digitale e Smartphone.

 

Romanzi

 

  • Oliviero Toscani, Non sono obiettivo (2001)
    La figura di Oliviero Toscani è un po’ al limite e non si sa bene come inquadrarlo ma di certo una propensione alla polemica. Proprio questo scaturisce dalle pagine di questo simpatico libro, diviso in 12 sezioni, che percorre la sua collaborazione giornalistica. Accanto al testo alcuni dei suoi ritratti con espressioni buffe e distorte.
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  • Michelangelo Antonioni e Julio Cortazar – Io sono il fotografo. Blow-Up e la fotografia (2018)
    Ho già detto che il mio film preferito è BlowUp di Antonioni? Non potevo farmi sfuggire questo libro, parte della splendida collana della Contrasto, per scoprire i retroscena e i segreti della celebre pellicola, icona della Swinging London. Sapevate che il film è ispirato al racconto Le bave del diavolo dell’argentino Julio Cortázar? E le foto scattate dal protagonista sono state realizzate da Don McCullin con una 35 mm su Kodak Tri-X? In più tra le pagine ci sono immagini dal set, locandine  e copie del dattiloscritto con annesse correzioni prima  della stesura della sceneggiatura definitiva.
Blow Up Contrasto

Michelangelo Antonioni e Julio Cortazar – Io sono il fotografo. Blow-Up e la fotografia (Contrasto)

  • Edward Weston, Ritratti dal vivo (1999)
    Diario scritto da Weston dal 1923 al 26 dove racconta il viaggio in Messico, i fermenti culturali dell’epoca, l’amicizia con Diego Rivera e il crescente talento fotografico della sua compagna, Tina Modotti fino al dipartita per la California.

 

Cataloghi di mostre
  • Henri Cartier Bresson (2013)
    Edito dalla Contrasto,  è un altro ricordo relativo alla mostra che ci fu al Museo dell’Ara Pacis del 2014-2015 quando ancora credevo fermamente nella favola “momento decisivo”. Le cose sono un po’ cambiate ma rimane sempre il mio fotografo preferito tra i classici, l’occhio del secolo che ha documentato gli eventi storicipiù importanti del XX secolo.
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  • Robert Capa, Colore (2014)
    Altro maestro della fotografia di guerra: Robert Capa, il fotografo del “se la foto non è venuta bene vuol dire che non sei troppo vicino”. Il volume svela un lato sconosciuto del fotografo ungherese che ha documentato la Guerra Civile Spagnola del 1936 o lo sbarco degli Alleati in Sicilia nel ’44 . Le fotografie a colori di Capa, la maggior parte mai viste o stampate, provengono della collezione permanente dell’ ICP.
ROBERT CAPA COLORE

Robert Capa, Capucine, modella e attrice francese affacciata al balcone, Roma, 1951. © Robert Capa/International Center of Photography/Magnum Photos

  • Paul Strand e Cesare Zavattini. Un paese, la storia e l’eredi (2017)
    Altro ricordo della bellissima esposizione ospitata  a Palazzo Magnani durante l’edizione di Fotografia Europea del 2017 a cura di Laura Gasparini e Alberto Ferraboschi. Il neorealismo è uno dei miei periodi fotografici e cinematografici preferiti e Un Paese (1952), oltre rappresenta uno dei primi fotolibri, è un racconto del fotografo americano e del regista di un piccolo paese della Pianura Padana che nella sua semplicità e umiltà si affaccia alla modernità del dopoguerra diventa universalmente condivisibile.
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  • The family of man di Edward Steichen
    Ristampa recente dell’originale catalago degli anni ’50 preso in occasione del mio viaggio in Lussemburgo alla ricerca della “famiglia dell’uomo”. Una delle più rivoluzionare mostre sia a livello di tematica che di allestimenti. Inaugurata nel 1955 al MoMA di New York ha fatto il giro del mondo dimostrando che sogni, dolore, amore  appartengono a tutto il mondo.

    The family of Man Lussemburgo

    The family of Man, Montée du Château, Lussemburgo

  • Astrid Kirchherr, The Beatles (2017)
    Comprato in occasione della mostra a Palazzo Fava a Bologna nel 2017 che ripercorre la storia dei cosiddetti “Hamburg Days”, gli anni formativi dei Beatles nell’Amburgo del dopo guerra.
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  • Morandi’s Project (2015)

Questo catalogo ha un ricordo speciale nuovamente legato allo Spazio Damiani di Bologna in occasione della personale ospitata nel 2016 perché ho avuto l’emozione di parlare direttamente con Joel Meyerowitz che mi ha firmato il frontespizio “Thank you to be so curious”. Nulla di più di può dire ad un autore che, oltre ad essere uno dei più importanti rappresentanti della street photography, si è dedicato ad un progetto di still life di oggetti appartenuti al pittore bolognese per eccellenza: Giorgio Morandi.

joel meyerowitz damiani

Con Joel Meyerowitz allo Spazio Damiani di Bologna