Mostre di fotografia da vedere a Bologna (e non) – Febbraio 2021

Strage 2 agosto 1980 Bologna

Dal 1° febbraio l’Emilia Romagna è zona gialla e questo vuol dire che le mostre e i musei possono (FINALMENTE!) aprire al pubblico anche se con orario ridotto.

Ora che il movimento all’interno della stessa regione è libero (da rispettare gli orari 5-22 e i comportamenti preventivi di mascherina, igienizzazione mani e rispetto della distanza), quali sono le mostre da vedere che consiglio di non perdere? Ecco la mia lista qui delle mie mostre preferite a Bologna con un piccolo salto a Modena!

Cosa apre questa settimana

A Bologna, sono 4 le mostre che non posso perdermi: Crimis Imago presso l’Oratorio di Santa Maria della Vita con fotografie di Walter Breviglieri e Paolo Ferrari e Stragedia di Nino Migliori presso l’ex chiesa di San Matteo.

 

Criminis Imago. Le immagini della criminalità 
- Walter Breveglieri e Paolo Ferrari

Oratorio di Santa Maria della Vita, via Clavature 8-10, Bologna
Fino al 27 giugno 2021
Info,orari e biglietti


Prima che entrasse in vigore l’ultimo DPCM che sanciva la nuova momentanea chiusura di mostre e musei dal 6 novembre, sono riuscita a visitare una delle mostre che avevo in programma. Si tratta di Criminis Imago. Le immagini della criminalità a Bologna attraverso le immagini di due fotografi bolognesi, Walter Breveglieri e Paolo Ferrari presso l’Oratorio di Santa Maria della Vita di Bologna.

WALTER BREVEGLIERI,

©A RCHIVIO FOTOGRAFICO STORICO “FOTOWALL” di WALTER BREVEGLIERI, edizioni Minerva, Bologna

A cura di Giuseppe Amato, Procuratore Capo di Bologna e Marco Baldassari, responsabile dell’Archivio Ferrari di Genus Bononiae, la mostra racconta le pagine di cronaca più nera della storia di Bologna a partire dagli anni ‘50 fino ai primi anni del 2000 come la Banda Casaroli, gli omicidi del D.A.M.S. e la strage del 2 agosto a Bologna. Accanto alle fotografie, una sezione è dedicata alle divise storiche, macchine fotografiche dei due autori, rilievi fotografici e oggetti utilizzati dalla polizia scientifica.

Omicidio Francescs Alinovi. Bologna, 1983 © GENUS BONONIAE MUSEI NELLA CITTÀ – ARCHIVIO FOTOGRAFICO POLO FERRARI

Sarà un’occasione per andarla a rivedere e continuare la visita nel cortile di Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna, dove sono esposte moto e auto della Polizia e dell’Arma dei Carabinieri come una Topolino del 1939 e una Giulietta del 1961. Accesso gratuito in corte.

 

Stragedia - Nino Migliori

Ex Chiesa di San Matteo, via Sant’Isaia 14a, Bologna
Ingresso gratuito su prenotazione
Fino a venerdì 5 febbraio 2021 dalle 14.00 - 19.00

Inaugurata il 27 giugno 2020, in occasione del 40° anniversario dalla Strage di Ustica, riapre la mostra con le fotografie di Nino Migliori Stragedia all’interno della chiesa sconsacrata di San Matteo. Il titolo della mostra, “Stragedia” è un neologismo inventato dall’autore nata dalla fusione della parola “tragedia” e al concetto di “volontà stragista”.

nino migliori stragedia

Nino Migliori, Stragedia, 2007-2020
© Fondazione Nino Migliori

Un’installazione immersiva composta da 81 immagini in bianco e nero realizzate nel 2007 con la tecnica a “lume di candela” dei resti non ancora ricomposti dell’aereo Douglas DC-9 dell’Itavia appena recuperati dal mare al largo dell’isola di Ustica e portati a Bologna. 81 immagini come le 81 persone che in quel volo persero la vita. In quegli anni era in progettazione anche il Museo per la Memoria di Ustica negli spazi dell’ ex magazzini dell’azienda di trasporti pubblici locali ATC poi inaugurato con l’installazione permanente di Christian Boltanski A proposito di Ustica (da visitare assolutamente, è gratis!).

nino migliori stragedia

Nino Migliori, Stragedia, 2007-2020 © Fondazione Nino Migliori

L’installazione, a cura di Lorenzo Balbi, vede la proiezione delle 81 immagini in schermi scomposti ed è stata realizzata anche grazie alll’intervento di Elide Blind e Simone Tacconelli per la sceneggiatura e il montaggio video e di Aurelio Zarrelli per la musica e il sound design.

 

 

 

Riaperture della settimana prossima

Settimana prossima sarà la volta anche di due mostre: Güle Güle di Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni negli spazi del PHmuseum Lab e Where/Dove di Willie Doherty presso il MATA – Fondazione Modena Arti Visive.

 

Güle Güle di  Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni

A cura di PHmuseum Lab
PHmuseum Lab, Via Paolo Fabbri, 10/2a, Bologna
Ingresso gratuito su prenotazione

 

Güle Güle, arrivederci in turco, racconta la metamorfosi della città Istanbul e della società turca attraverso una visione profondamente personale del duo italo francese. Il lavoro segue i due precedenti capitoli che hanno coinvolto altre metropoli italiane, ovvero Roma e Napoli.

A Syrian refugees girl in Tarlabasi. She lost both her parents during the war and was taken to Istanbul by some family friends, who now take care of her./ A teaspoon with two lumps of sugar, in a tearoom in the very predominantly Kurdish suburb of Bo?azkšy Arnavutkšy. This kind of tearoom are frequented only by men.
© Caimi & Piccinni, Güle Güle

Le immagini, realizzate da Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni, sono caratterizzate sicuramente da immediatezza visiva molto forte ma al di là di questo ritroviamo un approccio documentaristico che pone attenzione su questioni sociali di primo piano come le critiche condizioni di vita delle classi più deboli, la gentrificazione, la crescente discriminazione degli omosessuali, il massiccio flusso migratorio dei rifugiati siriani e i curdi. 

gule gule caimi piccinni

Toilets of a restaurant on the Princess Islands, in the Sea of Marmara, a renown touristic spot of Istanbul. What was an exile location for princes and other royalty during the Byzantine period, is now the destination for day-trippers and families.— A tourist girl at a private party in Tophane neighborhood, Istanbul. Western values and way of life are increasingly unwelcome in Turkey, which is undergoing a more strict Islamization process since the AKP party came to power in 2004, under the influence of now president Erdogan. © Caimi&Piccinni

In Güle Güle si racconta un viaggio all’interno di alcuni dei tasselli emarginati del mosaico che compone la capitale turca ed è stato possibile grazie ad una serie di relazioni intrecciate con le persone e i luoghi ritratti andando oltre alla mera documentazione reportagistica. Ne consegue una nuova prospettiva creando anche un cortocircuito di approcci, di domande nei confronti dello spettatori.

 

Where/Dove - Willie Doherty 

A cura di 
Daniele De Luigi e Anne Stewart
Fondazione Modena Arti Visive, Palazzina dei Giardini, 
Corso Cavour 2, Modena
Info, Orari & Biglietti

Non nascondo che, tra ottobre e novembre appena letta la notizia della mostra di Willie Doherty, fotografo inglese di Derry, sulla tematica del confine nordirlandese mi sono un po’ emozionata. È ormai nota ai più il mio interesse verso l’Isola d’Irlanda, nato in seguito alla mia permanenza a Dublino per il progetto Leonardo seguita un paio d’anni fa alla visita Belfast e i suoi murales. E ora un pezzettino dell’Isola di smeraldo la trovo anche vicino casa: prossima settimana inaugurerà negli spazi della Palazzina dei Giardini a Modena la prima personale in Italia di Willie Doherty Where / Dove.

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Willie Doherty, Unapproved Road II, 1995. Courtesy l’artista e Kerlin Gallery, Dublino

La mostra rappresenta una panoramica della carriera di Doherty attraverso opere fotografiche e video focalizzate sul tema dei confini, dai lavori degli anni Novanta fino a una nuova video installazione commissionata per l’occasione. Willie Doherty, originario a Derry, cittadina nordirlandese al centro delle cronache per i Troubles come anche Belfast, mostra attraverso le sue opere le contraddizioni, la frattura e l’incertezza di una situazione storico politica come quella del confine nordirlandese che fonde le radici secoli e secoli fa e non ancora risolta, anzi che si è riaccesa con forza in seguito al referendum della Brexit. Una tematica complessa, dai risvolti politici sociali e psicologici.

Willie-Doherty-Derry-

Willie Doherty
Derry, 1985, 2012
Stampa ai pigmenti, 40×54 cm 
Courtesy l’artista e Fondazione di Modena – Fondazione Modena Arti Visive

La mostra è co-prodotta da FMAV Fondazione Modena Arti Visive e National Museums Northern Ireland, è realizzata con il sostegno del British Council nell’ambito della UK/Italy 2020 Cultural Season dal tema “Being Present” (Esserci), la mostra sarà visibile al pubblico fino al 16 maggio 2021 (DPCM e coronavirus permettendo).


In copertina:

Willie Doherty, Remains, 2013
Video installazione a canale singolo, colore, stereo surround 5.1
Durata: 15’
Courtesy l’artista

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