Dotta, grassa e rossa. Ho sempre saputo che Bologna era come me. Una città tanto desiderata che ora devo lasciare (momentaneamente) per partire, ancora una volta. Destinazione: Dublino!
Finalmente, dopo due anni che ci provavo, ho vinto una borsa di studio del progetto Leonardo. Nonostante sia contenta, mi prende una sorta di strana sensazione perché mi sembra continuamente di fuggire: da Viterbo a Ravenna, da Ravenna a Urbino, da Urbino a Bologna e poi chissà. Mi dispiace molto lasciare Bologna perchè mi ha sempre dato tanto a livello di amicizie, di esperienze personali e di fermento culturale.
- Complesso di Santo Stefano. Foto di Luciana Travierso
- Basilica di San Petronio. Foto di Luciana Travierso
- Bologna la “piccola Venezia”, Via Piella. Foto di Luciana Travierso
Sono arrivata qui a settembre per svolgere il tirocinio legato al master (che domani concluderò) in Strumenti e Metodi per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali presso l’Università di Urbino. La mia scelta è caduta sulla Fondazione Federico Zeri perché era uno dei miei tanti piccoli sogni, mete da raggiungere, soddisfazioni da vivere e realtà da tenere stretto perché l’ho sempre considerata come una meta privilegiata, una realtà legata ai miei interessi più profondi. La Fondazione, un centro di ricerca specialistico per la storia dell’arte, è nata nel 1999 dopo che l’anno precedente lo storico dell’arte Federico Zeri lasciò in testamento la sua villa di Mentana, la collezione di epigrafi romane, la biblioteca d’arte e fototeca all’ Università di Bologna. Iniziò così un lavoro di trasferimento del materiale presso l’attuale sede del complesso di Santa Cristina all’ interno del Dipartimento di Arti Visive dell’Università di Bologna inaugurata solo nel 2006. Grazie al direttore Andrea Bacchi, ai miei tutor Francesca e Davide, e l’intero staff dalla segreteria agli uffici della fototeca (Marta, Elda, Francesca, Betty, Monica, Marcello), le mie colleghe tirocinanti Martina, Susanna ed Eleonora!
Bologna non è solo le torri degli Asinelli e Garisenda, non è solo il Santo Stefano, non è solo Piazza Maggiore e San Michele in Bosco (paesaggio stupendo comunque).
- Torre degli Asinelli e Garisenda. Foto di Luciana Travierso
- Panorama di Bologna dalle torri. Foto di Luciana Travierso
- Scorcio dall’interno della torre degli Asinelli. Foto di Luciana Travierso
- Panorama di Bologna dal colle di San Michele in Bosco. Foto di Luciana Travierso
- Interno della chiesa del Complesso Monumentale di San Michele in Bosco. Foto di Luciana Travierso
Ho scoperto una Bologna contemporanea oltre al Mast, coinvolta dal movimento della street art che fino ad ora non aveva attirato la mia attenzione. e che invece sto iniziando a studiare e a capire (anche se non sempre è necessario). Nella città emiliana infatti, è in attivo un bel progetto sulla street art, chiamato Frontier-La linea dello stile, portato avanti da due grandi esperti, Claudio Musso e Fabiola Naldi. Il progetto, nato nel 2012 sostenuto dal Comune di Bologna e in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e in continua evoluzione, è da una parte dedicato alla valorizzazione degli spazi pubblici grazie all’intervento di grandi nomi del Writing e della Street Art: Peeta, Bastardilla, Seikon e Nuria, Lokiss Rae e Poesia. Non perdetevi nemmeno l’opera immensa di Blu e Daim in Bolognina e Ericailcane in Via Zanardi, Hitens in zona Lame, Etnik e Dado in zona Fiera.
- Bastardilla, Liceo Righi, Bologna, 2014
- Blu, XM24, 2013
- Daim, Via Fioravanti, Bologna, 2012
- Hitens, Via De Crescenzi, Bologna, 2012
Grazie a Luisa, Elena&Vincenzo (e amici) per i nostri concerti e le mostre all’Ono, Chiara&Maurizio per le grigliate favolose, Valentina&tutto il “piso” per le maratone di patatine, Simona per le serate danzanti e il supporto, e tutti i ragazzi conosciuti in questi ultimi giorni e quelli sconosciuti (tra una birra e l’altra) che mi hanno accompagnata in questi mesi…porterò con me il loro bel ricordo e la conferma che la mia Bologna non tradisce. Innamorarsi è possibile e ormai il mio cuore appartiene a te.












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